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S' Urtzu (Sadali)

Le maschere di Sadali sono quelle che conservano maggiormente le caratteristiche da cui traggono origine. Anche se il loro significato primitivo si è in parte perduto, esse rappresentavano un tempo la passione e la morte di Dioniso, dio della vegetazione, le cui feste si celebravano in quasi tutte le antiche società agrarie. Dioniso, il dio che ogni anno moriva e rinasceva, come la vegetazione, è rappresentato dalla maschera zoomorfa de "S'Urtzu", che indossa una intera pelle di capro nero. Il capro era infatti la forma più frequente nella quale il dio si manifestava. La rappresentazione della sua passione, che in tempi lontani era una cerimonia sacra, in periodo cristiano venne banalizzata e declassata a semplice maschera carnevalesca. In questa forma è giunta fino al nostro secolo. "S'Urtzu", tenuto per la vita da "Su Omadore", il suo guardiano, ogni tanto cade a terra fingendo la passione che precede la sua morte. Ad aiutare “Su Omadore” ci sono le donne che ballano “su pinpirimponi”.

 

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